Intervista ad Enzo Lanzo
(by Monaco)
 

JAP: In quale modo hai scoperto la tua passione per la musica, quanti anni avevi e quali sono gli artisti che piu´ ti hanno ispirato?
La musica è sempre stata una costante nella mia vita, dall'età di sette, otto anni. A volte ho la sensazione che sia stata piuttosto la musica ad avermi inseguito fino ad oggi e non il contrario. Per questo motivo ho scelto di intraprendere la professione di musicista a tempo pieno. All'inizio, lungo gli anni settanta, gli artisti che mi interessavano erano tutti I gruppi che suonavano musica rock: Pink Floyd, Genesis, Creedence, Led Zeppelin. Questi gruppi hanno influenzato non poco il mio modo di suonare, me ne accorgo ancora oggi, e sento che hanno influenzato anche il mio "modo di pensare"; tutta la mia generazione è stata influenzata da quella musica, e da ciò che essa ci dava. Durante i miei concerti, a volte mi ritrovo a suonare un passaggio di batteria di Jonh Bhonam studiato negli anni ottanta. Successivamente ho scoperto il Jazz, era la fine degli anni ottanta. Suonavo in un locale a Taranto, e durante una pausa, il dj mise un disco un po "strano"....... ascoltai per la prima volta in vita mia una tromba, fu per me una rivelazione...... era un suono di tromba celestiale, pulito, essenziale, quasi scarno e avaro di note, era Miles Davis, con Art Blakey alla batteria, Horace Silver al pianoforte,Percy Heath al contrabbasso e Dave Shildkraut al sax tenore, in un disco del 1953. Da allora ho recuperato tutto, da Papa Joe Jones a Elvin Jones, e Jack De Jhonnette ecc. ecc. Ho comprato tutto quello che c'era da comprare tra i dischi di jazz e non mi sono mai più fermato. Da allora questa musica è diventata parte integrante della mia vita.
JAP: Cosa consigli ai giovani studenti, probabili musicisti e jazzisti di domani?
Innanzi tutto di suonare e studiare lo strumento molte ore al giorno. Solo così si potrà capire se è vero amore o fuoco di paglia. Poi ascoltare ogni giorno i maestri, i classici, tutta la musica jazz fino a John Coltrane. Non limitare i propri interessi alla musica jazz, ma aprire gli occhi e le orecchie verso altri lidi culturali, verso il genuino rock moderno, verso la musica cosiddetta classica,.... le sinfonie di Mahler, di Mozart, Beethoven o Bach, ecc. verso tutta l'esperienza della cultura mitteleuropea che così tanto ha contato nel secolo appena trascorso. E per finire, cercare di contestualizzare il proprio lavoro, calandolo nel proprio substrato sociale.
JAP: In una società bombardata continuamente da musica commerciale, riesci ad esprimere il senso artistico e la sensibilità che a parer mio caratterizzano un jazzista?
- Non penso ci sia incompatibilità fra un prodotto commerciale e quello che tu definisci "senso artistico" o/e sensibilità. Forse, chi produce musica dovrebbe cercare il modo di produrre musica “commerciale” senza dover rinunciare a esprimere spessore artistico e sensibilità. Se qualcuno lamenta il fatto che oggi la società é bombardata solo dalla musica cosiddetta “commerciale” quel qualcuno é cieco perché la società siamo noi e siamo noi che votando esprimiamo un consenso verso una classe politica che purtroppo puo’ fare scelte che arrivano ad influire anche sul mondo dell’arte e della cultura.
JAP: Nelle tue esperienze all´estero, qual è quella che ti ha dato maggiore soddisfazione?
Non ce ne una in particolare, tutte. Andare a lavorare all'estero e come aprire la finestra della tua stanza per ossigenarla.
JAP: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Uscirà un disco nella prossima primavera in quartetto con Roberto Ottaviano, Lauro Rossi e Giovanni Maier, dal titolo: "Boastful Speeches". Un altro è in cantiere del quale non svelo nulla. Ed un libro, un saggio filosofico-musicale sulla Batteria. Ricordo a questo proposito, che miei dischi sono disponibili nei negozi di dischi della città di Taranto e provincia, oppure richiedendoli al sottoscritto attraverso il sito: www.enzolanzo.com.
 
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