Rondonella
rondonella.jpg(Enzo Lanzo)

Uno tra i ricordi più vivi che ho da bambino è il periodo che va dai sette agli undici anni circa, praticamente il quinquennio di scuola elementare, quando vivevo con i nonni paterni: BELLISSIMI RICORDI! Mio nonno aveva uno stupendo calesse (in dialetto: SCIARABBALLU), trainato da una bellissima cavalla, che lui curava meglio di sua moglie. La domenica mattina, e spesso qualche giorno in cui non avevo voglia di andare a scuola, andavo con lui in campagna. Percorravamo stradine e sentieri di campagna che non dimenticherò più, sia per la bellezza incontaminata dei luoghi, sia per i profumi e le fragranze tipiche di alcuni periodi ( per esempio, durante la raccolta delle olive si sentiva in paese l’odore dell’olio fresco, e durante la vendemmia c’era ovunque l’odore del mosto).
Lungo la strada, mio nonno era solito raccontare storielle di vita vissuta, di cui io non mi lasciavo sfuggire neanche una virgola, ascoltando a tutte orecchie; Spesso le storie narravano di tradimenti amorosi o di briganti che si davano alla macchia. La ruralità di questi racconti ritorna nella mia mente, lasciandomi una bellissima sensazione di libertà e di pace: Da qui l'idea di raccogliere i canti popolari della zona. Ho scoperto un patrimonio culturale locale molto vivo di fermenti di carattere bucolico e contadino. Molto di quel materiale è stato dimenticato. Il lavoro che uomini e donne svolgevano nei campi è stato sostituito dalle macchine, e la maggior parte della popolazione locale, oggigiorno, non vive più soltanto della coltivazione di queste terre. Ecco perché i canti popolari, intonati e tramandati di padre in figlio, sono andati quasi completamente perduti.
“Rondonella” è uno di questi canti, a mio avviso il più significativo. Vissuta all’inizio di questo secolo, era una donna priva di inibizioni. Di lei si innamoravano tutti, attratti e stregati dal suo essere solare, e forse non solamente. Si dice che quando era innamorata, dava tutta se stessa, anima e corpo. Sulla figura di questa donna aleggia un velo di mistero, che la consacra a una specie di eroina locale, di cui la fantasia popolare ne amplia a dismisura i tratti e le vicende.
Era dunque una donna libera, e la sua libertà entrava spesso in contrasto con in tessuto sociale e culturale dell’epoca; Ciò ci lascia immaginare che deve aver avuto non pochi problemi per autodeterminarsi. D’altro canto, la problematica dell’autodeterminazione, è ancora accesa in molte regioni del mondo, in cui è comune anche il sentimento che la parola "libertà" infonde.
Buon Ascolto.

I musicisti:

  • Batteria, percussioni e voce recitante: Enzo Lanzo
  • Pianoforte e diamonica: Gianni Lenoci
  • Contrabbasso: Giorgio Vendola
  • Sax e voce recitante: Vittorino Curci
  • Tromba: Mino Lacirignola
  • Sax ten. e sop.: Felice Mezzina
  • Violino: Leo Gadaleta

Track List / Listen:

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